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  • 2011
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Natura e Universo

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DOVE

(BG), Lombardia - Italia

Il territorio che i pastori transumanti lombardi attraversano è ampio. In estate risalgono lungo le valli e occupano gli alpeggi in Valtellina, Valbrembana, Valseriana, Valcamonica e nelle valli tributarie. Alcuni pastori transumano in alpeggio in Piemonte. Anche durante la permanenza in pianura, i pastori coprono un vasto territorio: le aree attorno a Milano, la bassa Bergamasca, il Lodigiano, il Pavese, il Cremasco, il Cremonese, il Bresciano e il Mantovano.

CHI

Agostini Danilo Agostini Danilo
(pastore)
Pasini Aldo Pasini Aldo
(pastore)
Ziliani Mario Ziliani Mario
(pastore)

Pastori transumanti

Nel 2011 i pastori transumanti in Lombardia sono circa 60, con greggi tra i 1000 e i 1500 capi di razza gigante bergamasca. Abbiamo incontrato una quindicina di pastori.
La transumanza è lo spostamento dalla pianura all'alpeggio a fine primavera e il percorso opposto a inizio autunno. Molti pastori si spostano ancora a piedi, altri utilizzano i camion. Muoversi a piedi, anche se difficile a causa del traffico e degli alvei dei fiumi inaccessibili, rimane economicamente conveniente. A ciò si aggiungono motivazioni di ordine emotivo e professionale: muoversi a piedi è tradizione, lo sfruttamento sistematico delle risorse rientra nella "missione" del pastore e serve a mantenere i rapporti istaurati negli anni. Il pastore tende cioè a presidiare il suo territorio anche per evitare che altri lo sostituiscano.
Il tempo per la monticazione o la demonticazione può variare dai 10 ai 20 giorni, a seconda della disponibilità d'erba, del tempo atmosferico e degli incidenti di percorso. Il lavoro del pastore è basato sul calcolo costante delle variabili, solo alcune accertabili con sopralluoghi.
Spostarsi in camion è la versione moderna della transumanza, più veloce e costosa. Le operazioni di caricamento durano circa 4 ore. Gli animali vengono suddivisi per taglia, i più piccoli separati dagli altri perché non siano schiacciati. Giunto a destinazione, il pastore scarica il gregge e raggiunge a piedi il primo pascolo a disposizione.
I pastori si muovono ormai sempre con un pick-up, un rimorchio per gli animali più deboli e una roulotte. Negli spostamenti a piedi sono ancora cruciali gli asini, le cui bastiere servono per portare gli agnellini, e i cani che serrano il gregge.
Con pascolo vagante s'intende lo spostamento costante del pastore in pianura alla ricerca di erba. Ogni pastore ha una sua area, la eredita dal padre o la acquisisce da un altro pastore che chiude l'attività o cambia zona. È un passaggio di consegne non scritto. Ogni pastore sa dove stanno gli altri, dove ha diritto di prendere accordi con i contadini per pascolare e quali confini deve rispettare. Questo diritto a sfruttare un'area è chiamato "batida". Ogni pastore la difende a denti stretti perché la batida garantisce la sopravvivenza del gregge.
Molti pastori lamentano gli sconfinamenti clandestini di altri, che oltre a depredare risorse che spettano ai "legittimi usufruttuari" del bene, spesso rovinano i rapporti con i contadini. La batida è un bene complesso e fragile, frutto di relazioni sedimentate, contrattazioni antiche e negoziazioni progressive. Va curata e difesa, ma non è tutelata dal diritto.
Gli spostamenti in pianura possono essere molto ravvicinati. In primavera inizia il periodo più difficile a causa dei seminati. L'erba è sempre più scarsa. Gli attraversamenti dei centri abitati avvengono spesso di notte per non disturbare le comunità stanziali.
In estate in alpeggio i pastori hanno spesso a disposizione una baita che attrezzano portandoci con gli asini il necessario. In montagna i cani sono essenziali per sorvegliare il gregge ed evitare che le pecore cadano nei dirupi. Di solito il rapporto tra pastore e cane è duro ma affettuoso. Un cane ubbidisce a un solo padrone e un pastore governa un solo cane per volta. Nessun pastore può fare a meno del cane.
Alcuni pastori percepiscono la vita in alpeggio come la dimensione loro più consona.
La tosatura per tradizione chiude la permanenza del gregge in pianura, preparandolo alla transumanza in salita, e apre il suo rientro in pianura dopo l'alpeggio. Le tosature tradizionali erano quindi due: una a maggio e una a settembre. Questa pratica aveva però un tempo il suo risvolto economico. La lana era venduta fino alla fine anni '70 per farne cuscini e materassi. Le donne la utilizzavano anche per le sue virtù terapeutiche. Oggi la lana è un costo per il pastore, che spesso sceglie di fare una sola tosatura all'anno. Raramente rinuncia alla tosatura di maggio perché l'estate sarebbe troppo calda per l'animale, e perché gli animali "in disordine" risultano poco presentabili in transumanza e il pastore non vuole essere criticato quando attraversa i centri abitati.
La tosatura di settembre è una vera e propria festa. Il transumante va nel paese d'origine a tosare. Qui si ricongiunge con la famiglia e la gente del paese partecipa e aiuta. Mentre gli uomini trascinano gli animali verso i tosatori, le donne recuperano la lana che viene imballata per il trasporto.
La tosatura oggi è gestita da una squadra di tosatori professionisti, mentre un tempo ogni pastore era in grado di tosare le proprie pecore con un attrezzo di metallo (il forbes).
Da quando la lana non è più redditizia, i transumanti lombardi traggono profitto solo dalla vendita della carne alle macellerie islamiche e le vendite si concentrano in alcuni momenti dell'anno corrispondenti a festività del calendario musulmano.
Strumenti, pratiche, usi e saperi dei pastori transumanti lombardi sono un patrimonio complesso che ha radici antiche e mescola perizia tecnica e tradizione.
La pastorizia transumante è oggi normata in modo severo. Spostamenti, macellazioni, situazione sanitaria, nascite e morti vanno registrati. I pastori si lamentano spesso per l'eccessiva burocrazia. Le autorizzazioni si sono fatte più pressanti, i rapporti con gli enti parco e le autorità locali complessi e le norme relative agli alpeggi tutelano poco i pastori.

APPRENDIMENTO E TRASMISSIONE

La trasmissione dei valori e dell'autocoscienza legata al mestiere avviene spesso tramite il racconto. La trasmissione degli usi e dei saperi è legata all'esempio e al fare. In molti casi si tratta di un mestiere di famiglia, che i bambini cominciano a praticare seguendo le orme dei padri o degli zii. Sono allo stadio di progetto alcune sperimentazioni per avviare percorsi di formazione.

COMUNITÀ

Attualmente i pastori transumanti in Lombardia sono circa 60. Nella nostra ricerca ne abbiamo incontrati una quindicina, molti originari della Bergamasca o camuni, qualcuno originario della Bassa. È difficile parlare di una "comunità" in senso stretto, anche l'Associazione dei pastori lombardi ha poca presa sui singoli pastori. Tutti però si sentono in prima persona rappresentanti di una professione che ha radici antiche e che cerca in ogni modo di sopravvivere. La sopravvivenza è legata alla trasmissione di memorie condivise, di saperi, usi e pratiche, in parte riprodotte secondo tradizione, in parte rinnovate. In questa operazione di trasmissione la generazione più vecchia (attualmente tra i 40 e i 60 anni) ha un ruolo chiave. La generazione più giovane (attualmente tra i 20 e i 35) collabora alla conservazione del bene, sia reiterando le pratiche tradizionali sia apportando punti di vista e strumenti nuovi. Oltre ai figli e alle figlie dei pastori, appartengono alla nuova generazione anche gli aiutanti. Mentre un tempo l'aiutante aveva la possibilità di emanciparsi e diventare a sua volta pastore, queste figure sono oggi completamente mutate. In genere gli aiutanti sono stranieri e permangono raramente a lungo nel territorio. Sono pochi gli aiutanti italiani, potenziali imprenditori futuri. In generale, è convinzione dei pastori che, perché questo bene continui a essere trasmesso di padre in figlio o a eventuali nuovi pastori anche esterni alle aziende familiari, la pastorizia deve guadagnarsi un'immagine migliore e soprattutto tornare a essere un'attività più redditizia.

AZIONI DI VALORIZZAZIONE

Le fiere del bestiame, come quella di Clusone e di Rovato, aiutano a dare visibilità alla pastorizia transumante. Alla fiera di Rovato nel 2010 è stato organizzato il convegno sul tema "Il mondo della pastorizia: le prospettive in previsione della riforma agraria del 2013, dedicato alla pastorizia transumante e ai problemi legati a questa professione.
Alcuni pastori si impegnano in attività di promozione della propria immagine e del mestiere che praticano, per esempio organizzando dimostrazioni.
L'Associazione pastori lombardi fondata da Tino Ziliani nel 2000 si propone di farsi portavoce delle istanze dei pastori presso gli enti pubblici, di promuovere la rivalutazione dei prodotti tipici legati alla pastorizia, come capi d'abbigliamento in lana, carne salata o bergna, carne di castrato.

MISURE DI SALVAGUARDIA

Il Consorzio Regionale Parco del Serio ha stabilito una stretta collaborazione con i pastori transumanti. I pastori hanno accesso all'alveo del fiume nei periodi più difficile del pascolo vagante in pianura.
Anche il Parco delle Colline nel bresciano sta attuando sperimentazioni aprendo ai pastori le aree a pascolo.
L'Associazione pastori lombardi cerca soluzioni ad annosi problemi legati alla labilità dei confini della batida o alla trasparenza nell'assegnazione dei pascoli, fonte di attriti tra pastori stessi. L'Associazione non incontra il favore e la partecipazione di tutti i pastori.
Molti pastori pensano che per salvaguardare  la pastorizia transumante lombarda sono auspicabili misure di sostegno di tipo economico, normativo, infrastrutturale, soprattutto per salvaguardare i percorsi di transumanza a piedi, l'accesso ai fiumi e ai parchi, la dotazione di baite decenti negli alpeggi.

Per sapere di più

A cura di

Associazione Ovideo - Cristina Meneguzzo

Supervisore scientifico

Cristina Meneguzzo e Michela Barzanò

Data di pubblicazione

11-NOV-2011 (Cristina Meneguzzo)

Ultimo aggiornamento

14-SET-2017 ( ITC-CNR )

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